E INVECE SONO FRAGILE.
In questo buio che incombe,
che ha cacciato il sole oltre l'orizzonte,
ho smarrito la mappa per tornare
e mi perdo nell'arabesco
di strade sconosciute.
Cerco il fuoco con affanno,
lo spazio certo dei miei antichi luoghi,
un silenzio che mi protegga ancora.
Trionfa invece l'inganno del tempo,
il vuoto di ogni cosa,
l'idea dell'inutilità
di coltivare la speranza.
Il gomitolo dei pensieri diventa
inestricabile
pesante
doloroso,
mentre l'ombra di cui, bambino,
non temevo la presenza
oggi mi sovrasta irriverente
e sebbene ne conosca la vacuità
mi rende impaurito.
Ma voglio tentare ancora.
Lasciatemi stare
nel mio angolo,
qui dove nessuno vede,
sotto il mesto tremolio
di un cielo ignoto,
ch'io provi a vivere
e sorridere di nuovo.
Della vita, ho imparato,
si paga il conto da soli.