Emergono nella nostra coscienza
con le loro orbite spente.
Vuoti occhi,
come neri corvi gracchianti,
ci fissano increduli
vestiti dalla lesta polvere
che ne copre l'irreale immobilità.
Cappelli e giacche qualunque,
una bicicletta,
una scarpa appesa
alla staccionata dell'orto,
una borsa con pane ed un cavolo
razziati dai cani,
un cratere scuro di pietre e rottami,
la porta aperta con una carta
tenue sui muri.
Sulla guerra non splende
il sole,
nè il sereno incoraggia
chi sorge dalle case scoperchiate,
fumo e olezzo di morte occhieggiano,
trionfanti e banali, dalle macerie
smembrate.
Solo vento e neve custodiscono
il vuoto paesaggio.
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