lunedì 6 luglio 2020

IL GATTO.

Nascesti forse
da delicate mani di donna
nel palpitante
mare di Egeo,
figlio di Venere
e del suo golfo
costellato
di isole lontane,
incerte tra schiuma
e vele torreggianti.
O fu la foresta
umida di gocce
dell'Oriente profumato
che ti vide uscire,
fratello della Tigre,
e regalarci il tuo sguardo
profondo, indipendente
e mai sconfitto.
Servitù non ti appartiene,
conosci l'orgoglio dei classici,
la forza del cammino misurato,
libertà è la tua maestra,
non domo nel tracciare
i millenni che sino a noi
t'hanno portato.
Amore o indifferenza,
odio mai,
che tu comprendi e ignori,
beffardo,
quando sollevi il capo
e porgi il tuo muso
umido e fresco
a calmare la mia inquietudine.

domenica 5 luglio 2020

RONDINI

Volano allegre
come un vizio antico
sui sentieri leggeri
del fresco lucore
mattutino
a stormi radunandosi
nello splendore
dell'alba immacolata.
Sorte nel mistero
dell'Africa lontana
per sabbie e mari
e costellazioni squadernate
spinte dai venti amici
sostenendosi a vicenda
giunsero a noi.
I vecchi con i giovani
instancabili
nelle bufere equinoziali
come vele mitiche
di Grecia antica
e prezioso lino,
ci parlano
di forza e fedeltà,
dell'immane ruota
che le spinge avanti
sul mito
dell'eterna rinascita.
Partiranno
nelle brume basse delle valli
col sole stanco all'orizzonte
ad allietare
altri boschi, altre città,
a carezzare il cuore
di donne e uomini
nuovi.

IL POMODORO.


Giunto da lontane terre
rifletti in te
il rosso della lava
e dai vulcani
ardenti hai rubato
fuoco acqua
cenere e calore.
La spinta della terra
ti da esili fiori
e subitanei frutti,
e la carezza del vento
aspro di sale e rosmarino
regala il tuo colore
occhieggiante di splendore
nuovo.
È l'estate dei calanchi
e delle canne,
di argille bianche di calura
nel tremore dell'aria immota
mattutina
che ti porta a me,
tra le mani
benedette di fatica.
Sei nutrimento e gioia,
frutto del lavoro,
rosso il tuo cuore
palpitante,
promessa gentile e concreta
di Gaia,
 nostra madre generosa
che tutti ci sostiene.