venerdì 31 marzo 2017
lunedì 27 marzo 2017
CAMMINARE
Quante le lodi che tessiamo del metterci in cammino.
È davvero di moda il camminare.
Io sono un camminatore, per cui so di che parlo.
Ma amo anche andare a fondo delle questioni.
Mi faccio domande.
E le propongo ai miei compagni di viaggio.
È davvero di moda il camminare.
Io sono un camminatore, per cui so di che parlo.
Ma amo anche andare a fondo delle questioni.
Mi faccio domande.
E le propongo ai miei compagni di viaggio.
Perché la nostra epoca storica ha bisogno di riscoprire la mitologia dell’andare a piedi?
Rimetterci sulla strada nel modo più semplice, ma anche faticoso, del camminare, che cosa esprime?
Rimetterci sulla strada nel modo più semplice, ma anche faticoso, del camminare, che cosa esprime?
Il cammino non dà sicurezze
Sono la casa e il focolare, la chiesa e la città, i simboli della sicurezza.
Sono le auto e i treni, gli aerei e le navi, i mezzi di trasporto per viaggiare comodi e sicuri.
Cosa voglio dire?
Credo che noi camminatori interpretiamo un nuovo spirito romantico.
Intuisco che dietro il desiderio di camminare ci sta l’insicurezza dei tempi che viviamo.
È la radicalità dei dubbi e delle trasformazioni che avvertiamo fuori e dentro di noi.
È quella che chiamiamo crisi.
Sono le auto e i treni, gli aerei e le navi, i mezzi di trasporto per viaggiare comodi e sicuri.
Cosa voglio dire?
Credo che noi camminatori interpretiamo un nuovo spirito romantico.
Intuisco che dietro il desiderio di camminare ci sta l’insicurezza dei tempi che viviamo.
È la radicalità dei dubbi e delle trasformazioni che avvertiamo fuori e dentro di noi.
È quella che chiamiamo crisi.
C’è insieme la paura del cambiamento ed il coraggio di cercare nuovi percorsi.
Il cammino è stare nel rischioso presente.
Non nascondere la testa sotto la sabbia, rifugiandosi nelle risposte del passato o fuggendo nelle fantasie di un imprevedibile futuro.
L’etica del viandante è accettare fino in fondo la possibilità che non ci siano soluzioni.
Nel passo dopo passo nessuno ci assicura né il quando, né il dove o come arriveremo.
Sta a noi metterci in gioco.
Sfidando l’ignoto.
Il cammino è stare nel rischioso presente.
Non nascondere la testa sotto la sabbia, rifugiandosi nelle risposte del passato o fuggendo nelle fantasie di un imprevedibile futuro.
L’etica del viandante è accettare fino in fondo la possibilità che non ci siano soluzioni.
Nel passo dopo passo nessuno ci assicura né il quando, né il dove o come arriveremo.
Sta a noi metterci in gioco.
Sfidando l’ignoto.
giovedì 2 marzo 2017
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