giovedì 20 gennaio 2022

 Quando non ci sarò più 

tutto tornerà a casa.

Il respiro si farà aria 

impalpabile e fine,

il sangue  conoscerà l'acqua

sorella d'ogni cosa,

la carne sarà terra feconda

per altri nutrimenti,

la mente occhieggerà nel fuoco

indistruttibile.

E lo spirito

dimorerà nel vuoto

dove nulla è forma.

Nè coscienza,

nè estinzione

nè percezione

nè amore

nè non amore.

Nè morte, realizzazione

o paura. 

Viaggio nel vuoto,

accettazione finalmente

dell"immobilità.


 Perché hai chiuso il tuo cuore

dietro un cancello?

Non senti il vento che spazza

le favole dal cielo

e spalanca un nuovo tremolio

sfavillante?

Non vedi quell'ombra leggera

che custodisce la luce limpida

del primo mattino?

Le foglie cadendo spezzano

il silenzio,

fili di verde smeraldino 

occhieggiano nel prato,

la rugiada li riveste di ghiaccio

cristallino.

Hai le chiavi di quel cancello,

sono nelle tue tasche,

invitale ad aprirlo,

rompi la gabbia del cuore.

Non hai che questa vita:

stropicciala, 

suona la sua campana, 

nel lento cammino sorridile.

lunedì 3 gennaio 2022

 INVERNO.

I sogni crepitano in alto

oltre le cime intuite dei monti

nel mistero notturno dei boschi

tra le fronde ossute come dita di morti,

nell'erba rada d'inverno 

che rivela e disegna la forma del vento.

È la luna che bagna d'argento 

ogni cosa 

è la brina che veste sentieri e tracce recenti

è il richiamo dei voli notturni 

il frusciare sommesso sotto le foglie

un abbaiare lontano,

un tronco che schiocca ferito dal gelo

che custodisce i miei passi.

La promessa dell'alba è lontana

le favole ancora interrogano 

il silenzio

c'è ancora tempo per vivere

quel crepitio, 

quell'ardente bellezza

quel campo infinito 

di tremuli chimere che mi sovrasta.