Il vento che disegna le piante,
che scolpisce di una dolcezza nuova
i prati e le foreste,
reca la certa presenza del mare
laggiù, oltre la linea tremula,
e muri roventi nel sole
con rosmarini e lucertole attente,
gemito di legno antico,
argento di ulivi.
Racconta le onde bianche di desiderio,
che toccano appena
le ghiaie e custodiscono
chele e conchiglie
strappate al profondo,
consunte di eterno riflusso
e gorgoglio.
Le nuvole parlano
di terre morgane
e pini evanescenti,
e mi perdo nelle promesse
d'isole sbocciate nella corrente
ed acque
solcate dal mito nuovo ed antico
di Venere,
nata stillante diamanti
e scisti di sale.
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