ALZATI E GUARDA.
Più alto dei tetti,
oltre il candore immoto
delle nuvole,
più su,
nell'estremo limite
dove lo sguardo carezza
l'armonia,
più su
c'è un luogo verde
di muschio ed erba lieve.
Il vento delicato vi disegna
alberi e chiome, e lì
pur nell'indeterminatezza
dello sguardo,
scorgi ombre familiari,
eteree e scintillanti
che corrono e giocano
e rincorrono
la luce.
Se guardi bene riconosci
la tua anima e quegli esseri
che non ci sono più
ma ben presenti
in te,
andati avanti
nel loro gioco mortale.
È una promessa lieve
di palpito e gioia, un soffio
di rinascita
un alito di vita
che vuol tornare ancora e ancora
ad essere carne e pelo
ed ossa e pelle
e sguardi irriverenti di chi
non ha mai chiesto,
e capriole
e carezze desiderate e date.
È la ruota sincrona
e perfetta
indifferente alle nostre
rapide stagioni
eterna e mai creata
eppur certa e presente.
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