Il vento stanotte
occhiaggiava tra le stelle,
ed il dialogo sommesso con il bosco, circondato dal mistero scintillante,
è entrato sin nella mia camera.
Ho sentito sul cuscino l'ardore
del suo racconto,
la suadente promessa ingannatrice
del suo mito circonfuso,
quasi una fiaba antica
o una fiammella tremula
che rischiara il buio incerto
che la circonda.
Improvvise le persiane
hanno filtrato i raggi
della luna impudica
ed un arabesco amoroso
ha circuito il corpo
dormiente
di lei, col suo respiro tiepido,
la sua fronte percorsa
forse da impetuosi sogni,
un lieve moto delle palpebre,
la certezza della vita quieta,
condivisa nel mormorio dei giorni.
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