INVERNO.
Sopraffatta dalla violenza bruta
e inutile
e insensata
la ragione tace smarrita,
orfana e senza più casa.
La parola non sale più alle labbra, confusa nelle lacrime,
il cuore arresta il suo battito
il sorriso di un tempo
giace dimenticato
in un ricordo che pare
lontano
inverosimile
incredulo.
Occhi interroganti scrutano
la nostra coscienza
sguardi vuoti smembrano
le nostre antiche sicurezze,
un tempo sospeso
grava sul nostro spirito.
E ancora le branche scure
di un futuro incerto
paiono inseguirci,
non darci tregua,
nascondere un orizzonte
dove è sempre tramonto
e mai alba.
Rimane la consolazione
del sostenersi reciproco
le mani tra noi strette
il più forte a sorreggere
il più fragile
la speranza che la pace
arrivi
che non sia un simulacro vuoto
ma nuova vita
futura vita
nuovo ridere
nuovo abbracciarsi
nuove lacrime
un sole nuovo.
M.C.
Nessun commento:
Posta un commento