AVRÒ CURA DI TE.
Cuore mio
accompagnami lontano dai muri
occhieggianti,
dal nero odore del fumo,
e ci terremo la mano.
Bene mio,
dobbiamo andare via
dal mare di pietre e dalle certezze
dove fu la nostra bella casa,
dove chiara e semplice
nel sole del mattino
splendeva la nostra giovane passione.
Non conosciamo il luogo
nè quando riposeremo,
ci copriremo con la tenue coperta
del nostro coraggio,
ma assieme.
La strada è un calvario
di lance punture
e denti digrignanti,
schiocchi improvvisi
e lampi e corpi senza più luce.
Volta la schiena al dolore
mio amato
non abbiamo che lacrime,
per il nostro vecchio giardino,
per il tetto bruciato
per i fiori gentili
e le foglie gialle d'autunno,
per il futuro strappato,
per l'idea della pace
sventrata da una baionetta.
Anima mia
non guardare indietro,
possiamo attraversare l'orizzonte,
costruire con chiodi e legno buono
un'altra vita
ed un'altra speranza.
Dammi la mano ancora,
mio innamorato.
(M.C. 14.3.22)