Nascesti forse
da delicate mani di donna
nel palpitante
mare di Egeo,
figlio di Venere
e del suo golfo
costellato
di isole lontane,
incerte tra schiuma
e vele torreggianti.
O fu la foresta
umida di gocce
dell'Oriente profumato
che ti vide uscire,
fratello della Tigre,
e regalarci il tuo sguardo
profondo, indipendente
e mai sconfitto.
Servitù non ti appartiene,
conosci l'orgoglio dei classici,
la forza del cammino misurato,
libertà è la tua maestra,
non domo nel tracciare
i millenni che sino a noi
t'hanno portato.
Amore o indifferenza,
odio mai,
che tu comprendi e ignori,
beffardo,
quando sollevi il capo
e porgi il tuo muso
umido e fresco
a calmare la mia inquietudine.
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