ECCO LA PIOGGIA
dispersa dal vento
sul gelso centenario.
Un picchio scava con metodo
ignaro dell'acqua.
Se giro la testa intuisco
il bosco di là della nebbia
col suo respiro nuovo
che discende la collina,
mentre il racconto del tempo
si arresta nell'immagine presente
di turbini, foglie
e odori.
Cortecce e rami
rivestono il sentiero
che sale alle nubi
e l'abito fradicio gronda
gemme sfavillanti,
scolpite
come gioielli antichi.
Profumo di mare sopra le creste
recato da un soffio più forte,
incanto di pigne,
grazia e respiro
di fratte e dirupi,
bianco del tufo riarso.
C'è quiete nella terra smossa
che sostiene le piante,
silenzio sospeso,
passi attenti,
odore di fumo
che indovino oltre le piante,
casa.
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