RAGAZZO NERO.
C'è il tremore
della vita oltraggiata
orme sulla sabbia
di chi sorpreso
ha ingoiato il mare
il grido dal fondo
che non arriva in superficie
rotaie di dolore
unghie e spine d'istrice
sole e luce mancata,
la pagella cucita nella giacca.
Ma dite a mamma che ce l'ho fatta.
Ci sono urla chiuse nel cuore
lacrime e paura
tasche con la mia terra
l'odio dei miei simili
perchè, in nome di Dio perché,
solitudine di bambino
i miei canti del villaggio
quando abbracciavo
la speranza.
C'è la notte buia
l'abisso freddo e gelido
nessuna carezza dal cielo
schiaffi di vento,
non so nuotare.
Ho spedito una lettera verso il futuro,
perchè un giorno
io sono stato.
Ma dite alla mia mamma
che ce l'ho fatta.
M.C.