mercoledì 20 ottobre 2021

 RAGAZZO NERO.

C'è il tremore

della vita oltraggiata

orme sulla sabbia

di chi sorpreso

ha ingoiato il mare

il grido dal fondo 

che non arriva in superficie

rotaie di dolore

unghie e spine d'istrice

sole e luce mancata,

la pagella cucita nella giacca.

Ma dite a mamma che ce l'ho fatta.


Ci sono urla chiuse nel cuore 

lacrime e paura 

tasche con la mia terra

l'odio dei miei simili

perchè, in nome di Dio perché,

solitudine di bambino

i miei canti del villaggio

quando abbracciavo 

la speranza.

C'è la notte buia

l'abisso freddo e gelido

nessuna carezza dal cielo

schiaffi di vento,

non so nuotare.


Ho spedito una lettera verso il futuro, 

perchè un giorno

io sono stato.

Ma dite alla mia mamma 

che ce l'ho fatta.

M.C.

 Nel labirinto della sera

bosco di betulle

foglie

terra umida

buio che sale

dal profondo.

Il lume

della  finestra lontana

confonde le stelle

crepitio di rami

caprioli sul prato

comignolo e fumo

odore di casa.

La montagna rivela

la forma del vento.