domenica 17 settembre 2017

AMICA MIA.

Quanti uomini mai ti scrissero
amica mia
versi d'alga verde e profonda,
così,
per vedere soltanto la luce
scintillante del tuo sguardo.
Fiore d'autunno
mela carnale
lampo rosseggiante
tra i ciliegi,
la tua aura illumina
i miei passi lenti.
Il tuo vento scompiglia
i miei pensieri,
le tue nevi
s'infiammano
quando su di me poni
i tuoi occhi.
Donna,
il tuo spirito
trafigge la mia leggerezza,
ed il naufragio
sul tuo corpo dolce
è per me il sale
della mia felicità.

sabato 9 settembre 2017

LA PIOGGIA.

.
Piove. Piove con leggerezza, 
con un ritmo silvano e lontano, 
come una pace solenne e maestosa. 
Che gioia e che bellezza, la pioggia quieta, 
che carezza i campi arsi, i prati ingialliti,
la foresta silenziosa ed adorante.
Profuma la terra,
un lieve sapore di legno e di muschio
sale alle labbra.
E' come un bacio armonioso,
un amplesso a lungo taciuto e desiderato,
un amore antico.
Cammino sotto le gocce avide ed azzurre,
a braccia aperte.
Protendo le dita alla bruma gentile.
Non importa se la camicia è zuppa,
i pantaloni pesanti, i capelli fradici.
E' la pioggia sorella, madre,
che ci nutre, ci sostiene,
la pioggia che benedice la Terra.
La pioggia che feconda
lo Spirito d'ogni vivente.

mercoledì 2 agosto 2017

IL VIAGGIO

Quando andrai
non dimenticarmi.
Avrai orme
sulla spiaggia
accanto a te.
Se ti girerai
nella tua ombra io sarò.
Se sorriderai
sarò nella tua mente.
Se amerai
avrai la luce dei miei occhi.
Se guarderai in alto
vedrai, tenue, la mia stella.
Se mi penserai
io t'avrò già pensato.
E se mi benedirai
sarò con te sulla tua strada.
Vivrai oggi
perchè ogni oggi
è già domani.

sabato 22 luglio 2017

Oggi una bambina mia ha detto (madre presente): 
"mio papà non vuole comprare la bici a mia mamma 
perchè dice che non è capace ad andarci sopra". 
L'ho presa da parte e le ho risposto:
 "Quando sarai grande non consentire mai
 che un uomo decida per te, che qualcuno 
stabilisca cosa è bene per te, che qualcuno
 ti tratti come una incapace. Tu sei tua".
 La madre? Zitta.

mercoledì 12 luglio 2017

SCAPPARE

Metti la gonna quella a fiori
ed il tuo cappello di paglia
e gli occhiali dalla bianca montatura,
non dimenticare le labbra
ed il sorriso.

Passo a prenderti,
per scappare all'alba
per non tornare indietro
per un amore nuovo.

Andremo dove il vento
scompiglia le praterie
e la bruma bassa
protegge i fiori
e l'erba nuova;
al confine del giorno
dove l'ombra veste le montagne
dove il silenzio accarezza l'anima
dove ci saremo solo noi.
Non aver paura
ti terrò la mano
e ti carezzerò i capelli.


Passo a prenderti,
non servono valigie
ci basteranno gli occhi.




sabato 8 luglio 2017

ANNI


Un'immagine ho scolpita
nel cuore silenzioso
come bronzo antico e primordiale,
immagine di un fiore giovane e spavaldo
nel grano di giugno.
Un ricordo ho impresso
lontano come un sogno
quando quel fiore amai
d'una passione tenera
e bambina.
Stagioni giovanili,
mesi e giorni eterni
perduto nei tuoi occhi
di ragazza,
noi incuranti dei giudizi altrui
appoggiati alle porte del cielo
trapunto di favole infuocate.

Il tempo è franato inesorabile
ferendo come spada il calendario,
ma il fiore di quegli anni
ancora è qui
vivido e reale,  
uguale, fragile, sereno,
profondo, irriverente,
flessuoso e dolce come canna,
consapevole, maturo,
immutabile nel suo sorriso.
Forse un'ombra nello sguardo:
la vita anche sa essere dolore.

Amica mia, sorella mia,
una lacrima mi segna il viso,
la parola è incapace
di spegnere il tremore,
ma tienimi di nuovo e come allora
la mano nella mano
per carezzare l'anima
per un patto duraturo
per un'amicizia nuova
per un lampo eterno
di luce e di armonia.

lunedì 26 giugno 2017

Il tratto peculiare dell'Occidente, ovvero il manicheismo con cui stabilisce sempre cos'è il bene ed il male, chi sono i buoni ed i cattivi, non è altro che l'esercizio di continua violenza sul mondo. L'arroganza di sentirsi portatori di verità assolute sta distruggendo il nostro pianeta e con esso culture millenarie, saperi millenari, filosofie che hanno resistito ad ogni catastrofe tranne che a quella fascinatrice della modernità e della scienza. Io spingo la critica ben oltre accertando che pure noi comunisti, speculari in ciò allo scientismo capitalista, abbiamo voluto sì costruire l'uomo nuovo ma gettando via quanto di buono c'era nell'uomo millenario che l'ha preceduto. Perchè se è pur vero che, come dice Marx nell'incipit del Capitale "La ricchezza delle società, nelle quali predomina il modo di produzione capitalistico, si presenta come una «immane raccolta di merci»", è altrettanto vero che ci sono state società in cui ciò non era il traino ed il paradigma di vita. Come quella indiana e soprattutto cinese. La rivoluzione cinese, costruendo l'uomo nuovo, ha distrutto e cancellato 4mila anni di storia precedente, e ciò è all'origine della catastrofe della Cina odierna. Ecco, io comunista vado avanti nella critica, costruisco in me livelli più alti di consapevolezza, non rinuncio all'interiorità ed al NOI contrapposto all'IO. Gli esegeti del materialismo monetarista e mercantile che fanno? Propagandano l'esportazione dei nostri modelli occidentali di cosiddetta democrazia. Gli stessi critici qui in Italia ed in Europa del sistema e delle sue storture sono infine FUNZIONALI al sistema che criticano, anzi a ben vedere ne sono il puntello che ne impedisce il crollo anticipato. Questo sistema non è emendabile, questo sistema deve essere abbattuto. Io però non credo più nella violenza, credo nella coscienza collettiva che non può che partire dalla consapevolezza interiore di ciascuno di noi.La scienza si sta spingendo troppo oltre. L'uomo viene privato di ogni senzienza, di ogni spiritualità, di ogni libertà interiore. Più ci si inoltra nell'infinitamente piccolo più si perde il soul, l'anima. Non è un concetto religioso ma profondamente umano, questo sì. La scienza dell'infinitamente grande al contempo ci allontana dalla umanità quotidiana, dall'altruismo, dalla naturale empatia che nutriamo per i nostri simili. Solidarietà e pietà, compassione ed amore scompaiono progressivamente con una scienza che riduce tutto ad un algoritmo. Ebbene, io non sono un algoritmo, non lo sono i milioni di esseri umani che ancora credono che la via sia quella della pace, della fratellanza e dell'amore. Di una scienza che manda l'uomo sulle stelle e perde di vista la sua unicità non so che farmene. La prossima rivoluzione, se mai sarà (ma ci credo però) non potrà che essere quella della conquista della consapevolezza e dell'amore. Del vivere per l'oggi in pace con l'universo e le sue creature, senza un dio in cui credere e qualcuno per cui morire. Il dio sarà in noi ed in ciò che ci circonda. Messaggio messianico? Pensatela come volete, ma per me è così.

martedì 13 giugno 2017

ADESSO

Passano nei tuoi occhi
navi di cristallo
e legioni ardenti,
e cenere
e infinito spazio.

Nervosi pensieri li attraversano,
battaglie smisurate
combattono i tuoi sguardi.
Li nutre la passione,
la tempestosa luce li contende.
Il tuo sospiro mite
li sostiene nell'ora silenziosa
e l'odorosa pace
e l'umido sciogliersi di ferite antiche
celano il tuo orgoglio.
Li macchiò un tempo il dolore,
la terra duramente li piegò,
il mondo nella sua ombra mortale
li annullò.

Ma ancora ed ancora
essi risorgono
come Venere
dal golfo diafano
e tempestoso.
e di fulgore nuovo
carezzano il mio sguardo,
alti,
come lancia  suadente,
alti,
come bronzo antico.


Ahi mia,
ahi anima mia
feriscimi con la tua spada
taci la tua voce squillante
ridimi se vuoi
ma non privarmi dei tuoi occhi.


A


MI PIACI COME SEI

Mi piaci come sei
perduta nel tuo sorriso mite
ed io affondo in questa quiete,
e discendo nel profondo spazio
che ci separa.
M'attira il mistero della tua brezza gentile,
l'impalpabile disegno
dei tuoi sguardi,
la geometria smagliante
dei tuoi silenzi.
Io vivo nel tuo vivere
respiro nel tuo respiro
piango nelle tue lacrime
rido sulle tue labbra.

Ma se una sera buia
 tracciassi il tuo mare
senza risalire,
se dimentico di te,
naufrago,
toccassi un'altra terra
allora uccidimi.

Il nostro amore
è un fuoco trasparente,
non si nutre di parole vuote.
Il nostro amore vive nei cristalli
nel repentino guizzo dei gabbiani
nella schiuma dell'onda mattutina.
Il nostro amore
non tollera dimenticanze.
Lo sostengono i fiori
e l'orizzonte iridescente.
Il nostro è un amore
che valica il deserto.

Ma se cadessi un giorno
ed i miei occhi
non bevessero più
della tua luce
allora, sì, ti prego uccidimi.

mercoledì 7 giugno 2017

ALL'INFINITO

Il nostro amore è una strada in costruzione.
E' una strada di ripidi tornanti
stretta e difficile, senza protezioni.
Ha bisogno di passione e cura,
d'attenzione,
volontà e perseveranza.
Sabbia e pietre e terra
vanno amalgamate
con la sapienza degli antichi
e se uno inciampa
e cede alla fatica
l'altro lo soccorre
e se cadi nell'errore
ti perdono
e se cado nell'errore
mi perdoni.
Se l'offenderanno gli anni
saremo offesi assieme
e se brucerà la vita
bruceremo assieme.

Il nostro amore è una strada in costruzione.
Il respiro degli amanti la sostiene
i secoli l'avranno ancora giovane
novità sarà ogni orizzonte
un cielo nuovo ad ogni curva
uno scintillio per ogni prato nuovo.
Mai terminerà questa fatica
perchè noi non lo vogliamo
perchè è dolce rattopparla
consolante immaginarla
perchè è santo il tepore della terra
ed il suo odore,
perchè è un lampo divino
quest'amore in costruzione.



domenica 4 giugno 2017

VIAGGIO

La mia nave ha pensieri trasparenti
curiosità del profondo
felicità di sogno.
Disegna sentieri di diamante
nella rilucente pianura
dell'oceano.
Il buio dell'abisso
non ferisce
la novità del suo sguardo.
La mia nave ha
incontri geometrici,
simmetriche immaginazioni,
nebbie diafane la nutrono,
e felicità,
e torri bianche all'orizzonte,
tremori rinnovati,
baci.

mercoledì 31 maggio 2017

FATICA


Conosco il silenzio
della parete
sospesa nell'etereo cielo
sfiorata dal vento
ruvida di granito
e licheni
spezzata da salti
e tetti e fratture
sfuggente nell'ombra
smagliante nel sole.
Conosco la mano nervosa
che cerca l'appiglio,
e tèndini
e pelle lucente di muscoli.
Conosco lo scatto del cuore
le gambe che tremano,
il ventre incollato alla pietra
il ronzio della fune
che percuote la roccia.
E chiodi e passaggi
e sudore e tremore
e paura
e fatica
ed ancora silenzio.
Ma conosco il trionfo,
l'uscita finale,
l'aperto orizzonte,
l'abbraccio del compagno,
il sale delle lacrime
il ringraziamento
al Dio che ci ha uniti,
il desiderio del volo
nel vuoto infinito
Conosco la gioia.

martedì 30 maggio 2017

LEI

LEI
Cammina, è una cerva flessuosa
Profuma, è un'orchidea nella penombra
Sorride, è un lampo iridescente.
Circondo la sua collina
con braccia imploranti
mentre il suo verde dischiuso
sale alle labbra ed agli occhi
salati.
Disegno linee incerte
sulla seta del suo golfo ardente
bevo dal suo calice ambrato,
immergo il mio desiderio
nel suo sogno.
Lei distende le ciglia
orgogliosa del maschio
e le gambe hanno un tremito
ed i fianchi hanno un tremito
ed in quel cielo mi perdo.

giovedì 25 maggio 2017

TEMPO.

Lo specchio non racconta
l'arabesco dei tuoi sogni.
Come una spiga di giugno
silenziosa trascorri la  vita,
il vento non ti ferisce,
il sole coltiva
puntuale
 la tua matura bellezza.
Cammini solitaria
nelle geometrie
dei tuoi viali perduti,
non ti scalfisce il tempo,
l'ombra non ti sopravanza.
Sei il mistero
e la mia inquietudine,
la pace che disarma
le mie guerre inutili.

CON TENEREZZA.

"Certo" pensa lei, "che quello di ieri sera è stato proprio un maleducato. Sentivo che diceva d'amarla, che senza di lei non avrebbe proprio potuto più vivere. Poi invece, quando s'è presentato alla mia porta  ed io non volevo farlo entrare, è stato brutale e violento. In un attimo è cresciuto, alto, minaccioso, la testa arrogante. Non mi ha chiesto il permesso, non mi sono nemmeno potuta preparare, è entrato e basta. Mi faceva male, aveva solo fretta, ed io avevo i muscoli tesi tesi, come una corda di violino. In due minuti tutto era già finito, e meno male.
Con LUI, però, il mio LUI, quello sui cui la mia padrona fa dei pensieri così licenziosi, con LUI è tutta un'altra cosa. Dice che solo al pensarmi, a pensare al mio profumo, gli vengono i brividini. Ed è vero. Quando si avvicina è un bambino tenero, morbido, rilassato. Mi fa tenerezza. Si alza lentamente, quasi fosse intimidito. Ma se mi allontano non mi segue, se ne sta lì tranquillo, sà che mi avrà. Perchè io SI lo voglio. Ma con delicatezza. Il suo padrone sa come farmi sciogliere. Avvicina la lingua, mi solletica, gioca, sugge, sussurra paroline all'orecchio della mia padrona. Poi quando lei vuole voglio anch'io. Anche lui si erge, come quello di ieri sera, quasi minaccioso, le venuzze che vibrano, la testa arrogante. Ma che bellezza. Non c'è bisogno di prenderla a calci la mia porta, è già aperta. Egli entra e non va subito nel  profondo, quasi esita. Lo avvolgo languidamente, lo stringo. A volte esce. Mi fa tremare, vibro, palpito, lo chiamo, lo imploro ed egli torna. Che paradiso  quell'irruenza così dolce. Ed in paradiso ci vado anche tre o quattro volte. Il suo padrone è attento ma deciso. Dice un sacco di porcherie nelle orecchie della mia signora, ma lei sembra esserne così felice. Danzano assieme,  si sfiorano, tremano, palpitano, ed io vorrei che non finisse mai. Quand'è ora anche LUI perde la testa, la natura è così, è bella perchè è così.  Si agita, accelera, rallenta un poco, poi sempre più forte.....Poi, poi, poi!!! Ah poi, che arcobaleno, che tempesta, che mare spumeggiante, che vertigine!!
Dopo, mi commuove quando ritorna piccolino, e quando esce dalla porta mi sento incompleta, triste, privata della leggerezza e della bellezza. ed attendo romantica (proprio come la mia padrona) il suo prossimo incontro.
Spero che alla mia padrona sia servita la lezione di ieri sera, mai fidarsi di chi ti dice solo amore amore. Vai nel profondo, guardalo negli occhi, odoralo, studialo, parlagli. Non avere fretta,. Solo così non ti sbaglierai mai."

mercoledì 24 maggio 2017

IL GIOCO

La intuisco al confine dell'ombra.
Curiosa mi osserva
nudo
sul suo letto sfatto,
sazio,
estraneo,
appagato.
Non fu così, prima.
La rossa orchidea fioriva
tra i pani maturi
prepotente
arrogante
palpitante
carezzata 
dalla forza maschile,
elastica,
carnale.
Non fu così, prima.
Fianchi setosi
e seni occhieggianti
tentarono
lo sguardo dell'uomo,
disponibili,
ammiccanti,
irridenti.
Curiosa ancora mi osserva
non paga,
carezza il suo
ed il mio desiderio,
sussulta,
si inarca,
ricade sfinita.
Sorride da sola.

martedì 23 maggio 2017

AHI, MIA!

Lui:  Sei sveglia?
Lei:  Dormivo
Lui:   Dormivi?
Lei:  Sono le 3
Lui:  Scusami
Lei:  Non ti scuso
Lui:  Ti tengo la mano
Lei: (ridacchiando) Non è la mano
Lui:  E' morbida
Lei:  Ma non ne ha voglia
Lui:  E' un pesca
Lei:  Succulenta?
Lui:  Setosa
Lei:  Piccola?
Lui:  Piccolina
Lei: Nella tu mano si
Lui:  Voliamo?
Lei:  Non ho le ali
Lui:  Le ho io  per te
Lei:  Allora si
Lui:  Mare sconosciuto
Lei:  Adulatore
Lui:  Voglio berti
Lei:  Si, bevimi
Lui:  Ti amo
Lei:  Mi ami?
Lui:  Non ti lascerò mai
Lei:  Bevimi forza!
Lui: Ahi, mia!
Lei: Ahi mio, mio!
Lui:  Ahi ancora!
Lei: Con dolcezza
Lui:  Mia luna
Lei:  Mio uomo
Lui:  Ha girato tutto
Lei:  Ha girato tutto
Lui:  Ora però sono triste
Lei:  Non andartene
Lui:  Sono stanco
Lei:  Non andartene
Lui:  Moriro'
Lei:  Moriamo assieme
Lui:  Per sempre
Lei:  Per sempre
Lui:  Guida tu
Lei:  Ahi Mio!
Lui:  Ahi Mia!

lunedì 22 maggio 2017

IO CONOSCO

Sei tonda e liscia come una mela carnale.
La luce non ti offende
e non nasconde ai miei occhi
l'eccitazione della tua luna piena.
Così ti videro gli amanti
quando sorgesti dall'ardente combattimento marino?
Nuda
scolpita d'etereo bronzo
coltivi il mistero
di ostrica palpitante
dischiusa allo sguardo.
Gli amanti sì ti videro,
essi nutrirono il
ma io solo posseggo la mappa
del tuo  ansare leggero
del tuo umido cuore
del mistero che racchiude
la tua luna.

sabato 20 maggio 2017

SOGNO


Conosco un luogo nel profondo
con nuvole e acqua, 
gabbiani occhiuti,
 fragore spumeggiante,
iridi, 
diamanti,
miraggi di vele, sogni 
e orizzonti palpitanti.
E scisti di cobalto, 
respiri di donna con carezze, 
tremiti di corallo,
acque ignote,
erbe smeraldine, 
orgasmi.

venerdì 12 maggio 2017

CRITICA DELLA RAGION PRATICA

Due cose riempiono il mio animo di ammirazione e venerazione sempre nuova e crescente, quanto piú spesso e piú a lungo la riflessione si occupa di esse: il cielo stellato sopra di me, e la legge morale in me. Queste due cose io non ho bisogno di cercarle e semplicemente supporle come se fossero avvolte nell’oscurità, o fossero nel trascendente fuori del mio orizzonte; io le vedo davanti a me e le connetto immediatamente con la coscienza della mia esistenza. La prima comincia dal posto che io occupo nel mondo sensibile esterno, ed estende la connessione in cui mi trovo a una grandezza interminabile, con mondi e mondi, e sistemi di sistemi; e poi ancora ai tempi illimitati del loro movimento periodico, del loro principio e della loro durata. La seconda comincia dal mio io indivisibile, dalla mia personalità, e mi rappresenta in un mondo che ha la vera infinitezza, ma che solo l’intelletto può penetrare, e con cui (ma perciò anche in pari tempo con tutti quei mondi visibili) io mi riconosco in una connessione non, come là, semplicemente accidentale, ma universale e necessaria. Il primo spettacolo di una quantità innumerevole di mondi annulla affatto la mia importanza di creatura animale che deve restituire al pianeta (un semplice punto nell’Universo) la materia della quale si formò, dopo essere stata provvista per breve tempo (e non si sa come) della forza vitale. Il secondo, invece, eleva infinitamente il mio valore, come [valore] di una intelligenza, mediante la mia personalità in cui la legge morale mi manifesta una vita indipendente dall’animalità e anche dall’intero mondo sensibile, almeno per quanto si può riferire dalla determinazione conforme ai fini della mia esistenza mediante questa legge: la quale determinazione non è ristretta alle condizioni e ai limiti di questa vita, ma si estende all’infinito.

DODICI MAGGIO 2015.
Quando varcasti,
madre,
l'ultima soglia
non credetti, no,
che fosse per sempre.
La morte ti dava un viso
solenne, dormiente.
Sorgesti in un'epoca buia,
i tuoi giovani anni
offesi da guerre e miseria,
ma non chinasti lo sguardo.
Ti conobbi per il sorriso,
per il tuo canto lieve
che illuminava i miei occhi,
per l'amore che mi rendeva sicuro.
Poi fu la vita a spegnere il canto,
il tuo viso si fece severo
la voce più ferma,
la stella nel cielo più fioca
piegando sull'orizzonte.
Vincesti tutte le battaglie,
perdesti l'ultima, definitiva.
Oggi ti ricordo così,
oggi e per sempre.
Il capo non chino,
sommessa ma fiera.
Indimenticabile.

venerdì 5 maggio 2017

sabato 29 aprile 2017

COSCIENZA NON IN VENDITA.


Io non scendo a patti con la mia coscienza, piuttosto vado a fare il rapinatore di banche ma non sono disposto a lavorare in una fabbrica di morte.

lunedì 24 aprile 2017

OSWIECIM

C'è Auschwitz quindi non può esserci Dio.

PRIMO LEVI

o ve“C’è ancora un fascismo, non necessariamente identico a quello del passato. C'è un nuovo verbo: non siamo tutti uguali, non tutti abbiamo gli stessi diritti. Dove questo verbo attecchisce, alla fine c’è il Lager.”

venerdì 21 aprile 2017

DUE AMANTI FELICI

Due amanti felici fanno un solo pane,
una sola goccia di luna nell'erba,
lasciano camminando due ombre che s'uniscono,
lasciano un solo sole vuoto in un letto.

Di tutte le verità scelsero il giorno:
non s'uccisero con fili, ma con un aroma
e non spezzarono la pace né le parole.
È la felicità una torre trasparente.

L'aria, il vino vanno coi due amanti,
gli regala la notte i suoi petali felici,
hanno diritto a tutti i garofani.

Due amanti felici non hanno fine né morte,
nascono e muoiono più volte vivendo,
hanno l'eternità della natura.

da PensieriParole <http://www.pensieriparole.it/poesie/poesie-d-autore/poesia-5310>

SOLITUDINE

La solitudine è ascoltare il vento e non poterlo raccontare a nessuno.

giovedì 20 aprile 2017

CAN YOU SEE THE LIGHT?

https://youtu.be/xbq0OuJtErs

IL NIBBIO


Canta il sole sulle rive
puntute di rosse fioriture
nel silenzio solenne meridiano.
In alto anella il Nibbio
volute distese ed occhieggianti
sul prato mosso,
sulle foglie giovani,
sull'acqua.
Sento l'affrettato sguardo
d'occhi stremati nel canneto,
il balenare tremulo
della fuga tardiva.
L'ombra scende implacabile:
uno stridio,
un lamento smorzato.
II cielo è vuoto.

sabato 15 aprile 2017

COREA.

Mi sembra del tutto ovvio che, di fronte all'ennesimo attacco imperialista che gli Usa stanno per scatenare, non si possa che parteggiare per la Corea del Nord.
La domanda è la seguente: quanti  sono gli stati aggrediti dalla Corea del Nord dalla fine della guerra? E quanti dagli Usa? Qual è la nazione più attaccabrighe che si sia mai vista sulla faccia della terra?

venerdì 14 aprile 2017

BOMBE A GAZA.


L'uomo è l'unico animale capace di arrossire ma è anche l'unico ad avere motivo per farlo

giovedì 13 aprile 2017

DAVIDE, SUICIDA IN SVIZZERA.


Ecco un altro uomo, Davide, di 52 anni, gravemente afflitto dalla sclerosi multipla, che oggi è dovuto recarsi in Svizzera per porre definitivamente fine alle sue sofferenze. L'Italia è un brutto paese, dove non esiste alcuna legge che rispetti i malati e le loro volontà. Ma ormai anche un brutto paese perchè popolato di brutta gente, misogina, egoista, individualista, arrogante, ignorante. Tutto il contrario di ciò che avrei voluto da giovane, di ciò per cui abbiamo lottato per tutta la vita ed in cui crediamo ancora.

mercoledì 12 aprile 2017

O CAPITANO! MIO CAPITANO!

O Capitano! Mio Capitano! Il nostro viaggio tremendo è terminato,
la nave ha superato ogni ostacolo, l'ambìto premio è conquistato,
vicino è il porto, odo le campane, tutto il popolo esulta,
occhi seguono l'invitto scafo, la nave arcigna e intrepida;

ma o cuore! Cuore! Cuore!
O gocce rosse di sangue,
là sul ponte dove giace il Capitano,
caduto, gelido, morto.

O Capitano! Mio Capitano! Risorgi, odi le campane;
risorgi - per te è issata la bandiera - per te squillano le trombe,
per te fiori e ghirlande ornate di nastri - per te le coste affollate,
te invoca la massa ondeggiante, a te volgono i volti ansiosi;

ecco Capitano! O amato padre!
Questo braccio sotto il tuo capo!
È solo un sogno che sul ponte
sei caduto, gelido, morto.

Non risponde il mio Capitano, le sue labbra sono pallide e immobili
non sente il padre il mio braccio, non ha più energia né volontà,
la nave è all'ancora sana e salva, il suo viaggio concluso, finito,
la nave vittoriosa è tornata dal viaggio tremendo, la meta è raggiunta;

esultate coste, suonate campane!
Mentre io con funebre passo
percorro il ponte dove giace il mio Capitano,
caduto, gelido, morto.

martedì 11 aprile 2017

ESERCITO ROMANO - lettura


Una visione appassionata del più potente esercito del mondo e del suo funzionamento. ed anche un profilo molto umano dei suoi soldati.

IL MEDIOEVO - lettura


Direi un punto cardinale.

MESSAGGIO D'AMORE PER PRALY





Ieri è stata una giornata di tristezza e di sofferenza. Che può comprendere solamente chi ama la montagna ed ama il posto dove è vissuto per tanto tempo. Abbiamo dovuto sgomberare e lasciare per sempre la nostra mansarda a Praly, il luogo del nostro cuore e dei nostri sogni. Il luogo dove sono cresciute le nostre figlie e dove avremmo voluto  passare la nostra vecchiaia. Abbiamo dovuto andarcene non certo per colpa del destino ma per colpa degli uomini. I nostri progetti erano una pensione dignitosa, stra meritata, a 60 anni, dopo una intera vita di lavoro. Ed invece in un'Italia come questa dove il principio è: produci, consuma, crepa, ciò non è più possibile. Sono cambiati i progetti, la pensione si allontana oltre l'orizzonte, col mio lavoro non ci posso più andare...(3 volte in 3 anni).
Però Praly ( con la "y"), ti porteremo nel cuore per sempre. In questi anni ci siamo visti poco, ma tu sei stata come quelle amicizie che senti vicine anche se ci si incontra solo due volte all'anno. Eri una certezza, un rifugio....Sapevamo che ci avresti accolti in ogni momento. Sarà diverso ora andarci come turisti. Noi non eravamo  turisti. Le giornate passate sugli sci,  a prendere il sole, od ai Tredici Laghi  a girare per le vette e magari dormire al Rifugio., chi se le dimentica? Ed il freddo pungente, e la neve ed il ghiaccio, così belli e sereni se ad attenderti c'è il calore della stufa ed il tuo rifugio sotto i tetti. Piccolo, angusto, ma per noi tutto. E chi può dimenticare  il campeggio sotto la Vergia dove passammo i primi vent'anni e dove le nostre figlie dormirono per la prima volta ad appena 20 giorni dalla nascita. Le salite alla Grande Guglia, al Col Giulian, il Vallone delle Miniere, le visite alle lapidi dei nostri fratelli Partigiani che giovinetti morirono per una Italia libera, per un'Italia oggi offesa e derisa e martoriata. Il pane così buono, il latte della malga di cui si nutrirono le nostre figlie per anni...
Ciao Praly, è come se ci fosse mancato un amico caro, uno della nostra famiglia. Ti ringraziamo per quello che ci hai dato, che è infinitamente di più di quel che hai ricevuto da noi. Ti abbiamo lasciato ma non tradito.

sabato 8 aprile 2017

BRUMA - poesia


La pioggia sovrana
trapunta il silenzio
con eco lontana
e vicina
e scuote   le fronde
con foga benigna
e stilla una luce
brillante
che il cielo non tace.


Il prato respira
vestito di nebbia
che l'acqua cattura,
la nube ricopre
il folto del bosco
che s'apre
sul lago nascosto
di bruma
e di livido scisto.

Il cormorano si tuffa.




SEGANTINI


Nato in Trentino nel 1858  e morto in Svizzera nel 1899. Straordinario paesaggista a cavallo tra espressionismo e puntinismo.

venerdì 7 aprile 2017

SAN GIULIANO

E' incredibile come una gita così affascinante sia frequentata solo dai camperisti e quasi mai si veda un abitante di Druento o di Torino.

LA GUERRA DEI CENT'ANNI

Una lettura per nulla facile.

giovedì 6 aprile 2017

VO SOLCANDO UN MAR CRUDELE

Di Leonardo Vinci su libretto di Metastasio

ONORE AD EMANUELE ARTOM.


Domani, 7 Aprile, è l'anniversario della morte di Emanuele Artom, Partigiano Ebreo.
Era Commissario Politico delle formazioni di Giustizia e Libertà in Val Germanasca dove fu catturato dai nazisti assieme ad altri, al Col Giulian, il 21 Marzo del 1944 dietro l'infame delazione di un abitante di Prali rimasto per sempre sconosciuto. Fu condotto a Torino su un mulo, vilipeso deriso e sputacchiato come un cristo in croce. Al collo recava un cartello con sopra scritto: BANDITO, EBREO PARTIGIANO. Alle Nuove venne orrendamente torturato perchè confessasse i nomi ed i nascondigli dei suoi compagni. Ma Emanuele Artom non parlò.  Morì, in seguito alle sevizie subìte, all'alba del 7 Aprile. Il corpo, gettato in una fossa sulle rive del fiume Sangone, a Mirafiori, non è mai stato  ritrovato, nonostante decenni di ricerche.
ONORE AI CADUTI, ORA E SEMPRE RESISTENZA.

mercoledì 5 aprile 2017

DEMOCRAZIA?

L'allarme ormai è reale. Aumentano velocemente coloro che non fanno più vaccinare i propri figli.  E questo contro ogni evidenza logica e scientifica.
Ciarlatani, sette esoteriche, ignoranti ed invasati aumentano esponenzialmente e non è lontano il giorno in cui il pericolo di pandemie sarà davvero reale.
Credo che ci voglia il carcere e l'affidamento dei figli a famiglie più responsabili. 
La democrazia borghese è un cancro e deve essere estirpata. La libertà di fare ciò che si vuole è fumo negli occhi. Questi sono gli effetti di troppi anni passati a garantire i cosiddetti diritti civili a discapito dei diritti sociali.

LA PIOGGIA NEL PINETO.

Che bella la pioggia e che bravo D'Annunzio.

Taci. Su le soglie
del bosco non odo
parole che dici
umane; ma odo
parole più nuove
che parlano gocciole e foglie
lontane.
Ascolta. Piove
dalle nuvole sparse.
Piove su le tamerici
salmastre ed arse,
piove su i pini
scagliosi ed irti,
piove su i mirti
divini,
su le ginestre fulgenti
di fiori accolti,
su i ginepri folti
di coccole aulenti,
piove su i nostri volti
silvani,
piove su le nostre mani
ignude,
su i nostri vestimenti
leggieri,
su i freschi pensieri
che l'anima schiude
novella,
su la favola bella
che ieri
t'illuse, che oggi m'illude,
o Ermione.

Odi? La pioggia cade
su la solitaria
verdura
con un crepitío che dura
e varia nell'aria
secondo le fronde
più rade, men rade.
Ascolta. Risponde
al pianto il canto
delle cicale
che il pianto australe
non impaura,
nè il ciel cinerino.
E il pino
ha un suono, e il mirto
altro suono, e il ginepro
altro ancóra, stromenti
diversi
sotto innumerevoli dita.
E immersi
noi siam nello spirto
silvestre,
d'arborea vita viventi;
e il tuo volto ebro
è molle di pioggia
come una foglia,
e le tue chiome
auliscono come
le chiare ginestre,
o creatura terrestre
che hai nome
Ermione.

IL MOTORE PRIMO

"...Poiché si è detto che le sostanze sono tre
- la sostanza sensibile ma eterna (i corpi celesti),
- la sostanza sensibile ma corruttibile (i corpi del mondo terreno: le piante, gli animali ecc.),
- la sostanza immutabile,
quindi due fisiche ed una immobile: ebbene, dobbiamo parlare di questa e dobbiamo dimostrare che necessariamente esiste una sostanza eterna ed immobile.
Le sostanze, infatti, hanno priorità rispetto a tutti gli altri modi di essere, e, se fossero tutte corruttibili, allora sarebbe corruttibile tutto quanto esiste. Ma è impossibile che il movimento si generi o si corrompa, perché esso è sempre stato..." 
"...Il primo motore dunque è un essere necessariamente esistente, e in quanto la sua esistenza è necessaria si identifica col bene, e sotto tale profilo è principio..."


martedì 4 aprile 2017

SIAMO UN ACCIDENTE?

Come far convivere, diceva Barenboim, la passione con la disciplina? Il cuore col cervello? Eppure l'ottimismo della volontà ed il pessimismo della ragione sono i motori del mondo. Che non ci sarebbe senza la filosofia ma nemmeno senza la matematica. Ciò che sovrasta su tutto sono l'amore e la perfezione. Essi muovono l'universo ed esso in loro è compreso. 
Cos'è infine dio se non l'infinito meccanismo che regola ogni cosa? Non già un dio occhiuto e trascendente ma il Motore Primo immanente. In questo senso la nostra parabola umana ha un significato solamente se è inscritta in questo fluire sincrono e maestoso. 
Nessun uomo è un'isola. Ogni organismo vivente, ogni più piccolo pezzo di materia è insostituibile nel disegno universale.
 Ogni volta che entro in un bosco, che guardo il cielo notturno, sento la meraviglia che mi sovrasta e di fronte alla quale sono impotente. In tutto ciò l'esistenza umana è utile all'insieme o è solamente un incidente di cui la natura, dopo infiniti errori e tentativi, potrebbe liberarsi?

VISSI D'ARTE


https://youtu.be/zXQvPwYYVBI
Si, sono un vecchio romantico, ma Puccini mi strappa il cuore.

GLI ATTREZZI

Cosa ci vuole per camminare?
Cervello, cuore, curiosità, voglia, un pò di tempo, pazienza.... e poi le gambe.
Dopo arrivano le scarpe ed un vestito comodo.
Dopo uno zainetto, una macchina fotografica.

Dopo ancora una cartina geografica... ma se non sai dove andare che te ne fai?

DI NUOVO

Eccomi.
Riprendo questo blog creato 6 anni fa e frequentato solo saltuariamente. Chissà che non possa essere un luogo di confronto fuori da Facebook.....

AUTUNNO


Nel bosco il secco frusciare
di foglie
segnala la ghianda che cade
e il picchio puntuale che scava
rugose cortecce
ed insetti.
Il vento colora
di ruggine ed ocra
i muschi e le fronde,
l'acqua mansueta
disperde nel fosso
la rapida impronta del cervo.
Sola di lui mi rimane
la traccia odorosa di  maschio
dai palchi possenti
che piega le felci
nel suo scomparire.

Ma se il silenzio
mi riconduce la sera
sulla rotta di casa
sarà il tremolio sopra le chiome
a parlarmi del buio che sale
dall'immoto orizzonte.
La luce della finestra
lontana
confondera' le stelle.