lunedì 26 giugno 2017

Il tratto peculiare dell'Occidente, ovvero il manicheismo con cui stabilisce sempre cos'è il bene ed il male, chi sono i buoni ed i cattivi, non è altro che l'esercizio di continua violenza sul mondo. L'arroganza di sentirsi portatori di verità assolute sta distruggendo il nostro pianeta e con esso culture millenarie, saperi millenari, filosofie che hanno resistito ad ogni catastrofe tranne che a quella fascinatrice della modernità e della scienza. Io spingo la critica ben oltre accertando che pure noi comunisti, speculari in ciò allo scientismo capitalista, abbiamo voluto sì costruire l'uomo nuovo ma gettando via quanto di buono c'era nell'uomo millenario che l'ha preceduto. Perchè se è pur vero che, come dice Marx nell'incipit del Capitale "La ricchezza delle società, nelle quali predomina il modo di produzione capitalistico, si presenta come una «immane raccolta di merci»", è altrettanto vero che ci sono state società in cui ciò non era il traino ed il paradigma di vita. Come quella indiana e soprattutto cinese. La rivoluzione cinese, costruendo l'uomo nuovo, ha distrutto e cancellato 4mila anni di storia precedente, e ciò è all'origine della catastrofe della Cina odierna. Ecco, io comunista vado avanti nella critica, costruisco in me livelli più alti di consapevolezza, non rinuncio all'interiorità ed al NOI contrapposto all'IO. Gli esegeti del materialismo monetarista e mercantile che fanno? Propagandano l'esportazione dei nostri modelli occidentali di cosiddetta democrazia. Gli stessi critici qui in Italia ed in Europa del sistema e delle sue storture sono infine FUNZIONALI al sistema che criticano, anzi a ben vedere ne sono il puntello che ne impedisce il crollo anticipato. Questo sistema non è emendabile, questo sistema deve essere abbattuto. Io però non credo più nella violenza, credo nella coscienza collettiva che non può che partire dalla consapevolezza interiore di ciascuno di noi.La scienza si sta spingendo troppo oltre. L'uomo viene privato di ogni senzienza, di ogni spiritualità, di ogni libertà interiore. Più ci si inoltra nell'infinitamente piccolo più si perde il soul, l'anima. Non è un concetto religioso ma profondamente umano, questo sì. La scienza dell'infinitamente grande al contempo ci allontana dalla umanità quotidiana, dall'altruismo, dalla naturale empatia che nutriamo per i nostri simili. Solidarietà e pietà, compassione ed amore scompaiono progressivamente con una scienza che riduce tutto ad un algoritmo. Ebbene, io non sono un algoritmo, non lo sono i milioni di esseri umani che ancora credono che la via sia quella della pace, della fratellanza e dell'amore. Di una scienza che manda l'uomo sulle stelle e perde di vista la sua unicità non so che farmene. La prossima rivoluzione, se mai sarà (ma ci credo però) non potrà che essere quella della conquista della consapevolezza e dell'amore. Del vivere per l'oggi in pace con l'universo e le sue creature, senza un dio in cui credere e qualcuno per cui morire. Il dio sarà in noi ed in ciò che ci circonda. Messaggio messianico? Pensatela come volete, ma per me è così.

martedì 13 giugno 2017

ADESSO

Passano nei tuoi occhi
navi di cristallo
e legioni ardenti,
e cenere
e infinito spazio.

Nervosi pensieri li attraversano,
battaglie smisurate
combattono i tuoi sguardi.
Li nutre la passione,
la tempestosa luce li contende.
Il tuo sospiro mite
li sostiene nell'ora silenziosa
e l'odorosa pace
e l'umido sciogliersi di ferite antiche
celano il tuo orgoglio.
Li macchiò un tempo il dolore,
la terra duramente li piegò,
il mondo nella sua ombra mortale
li annullò.

Ma ancora ed ancora
essi risorgono
come Venere
dal golfo diafano
e tempestoso.
e di fulgore nuovo
carezzano il mio sguardo,
alti,
come lancia  suadente,
alti,
come bronzo antico.


Ahi mia,
ahi anima mia
feriscimi con la tua spada
taci la tua voce squillante
ridimi se vuoi
ma non privarmi dei tuoi occhi.


A


MI PIACI COME SEI

Mi piaci come sei
perduta nel tuo sorriso mite
ed io affondo in questa quiete,
e discendo nel profondo spazio
che ci separa.
M'attira il mistero della tua brezza gentile,
l'impalpabile disegno
dei tuoi sguardi,
la geometria smagliante
dei tuoi silenzi.
Io vivo nel tuo vivere
respiro nel tuo respiro
piango nelle tue lacrime
rido sulle tue labbra.

Ma se una sera buia
 tracciassi il tuo mare
senza risalire,
se dimentico di te,
naufrago,
toccassi un'altra terra
allora uccidimi.

Il nostro amore
è un fuoco trasparente,
non si nutre di parole vuote.
Il nostro amore vive nei cristalli
nel repentino guizzo dei gabbiani
nella schiuma dell'onda mattutina.
Il nostro amore
non tollera dimenticanze.
Lo sostengono i fiori
e l'orizzonte iridescente.
Il nostro è un amore
che valica il deserto.

Ma se cadessi un giorno
ed i miei occhi
non bevessero più
della tua luce
allora, sì, ti prego uccidimi.

mercoledì 7 giugno 2017

ALL'INFINITO

Il nostro amore è una strada in costruzione.
E' una strada di ripidi tornanti
stretta e difficile, senza protezioni.
Ha bisogno di passione e cura,
d'attenzione,
volontà e perseveranza.
Sabbia e pietre e terra
vanno amalgamate
con la sapienza degli antichi
e se uno inciampa
e cede alla fatica
l'altro lo soccorre
e se cadi nell'errore
ti perdono
e se cado nell'errore
mi perdoni.
Se l'offenderanno gli anni
saremo offesi assieme
e se brucerà la vita
bruceremo assieme.

Il nostro amore è una strada in costruzione.
Il respiro degli amanti la sostiene
i secoli l'avranno ancora giovane
novità sarà ogni orizzonte
un cielo nuovo ad ogni curva
uno scintillio per ogni prato nuovo.
Mai terminerà questa fatica
perchè noi non lo vogliamo
perchè è dolce rattopparla
consolante immaginarla
perchè è santo il tepore della terra
ed il suo odore,
perchè è un lampo divino
quest'amore in costruzione.



domenica 4 giugno 2017

VIAGGIO

La mia nave ha pensieri trasparenti
curiosità del profondo
felicità di sogno.
Disegna sentieri di diamante
nella rilucente pianura
dell'oceano.
Il buio dell'abisso
non ferisce
la novità del suo sguardo.
La mia nave ha
incontri geometrici,
simmetriche immaginazioni,
nebbie diafane la nutrono,
e felicità,
e torri bianche all'orizzonte,
tremori rinnovati,
baci.