sabato 29 aprile 2017
COSCIENZA NON IN VENDITA.
Io non scendo a patti con la mia coscienza, piuttosto vado a fare il rapinatore di banche ma non sono disposto a lavorare in una fabbrica di morte.
mercoledì 26 aprile 2017
lunedì 24 aprile 2017
PRIMO LEVI
o ve“C’è ancora un fascismo, non necessariamente identico a quello del passato. C'è un nuovo verbo: non siamo tutti uguali, non tutti abbiamo gli stessi diritti. Dove questo verbo attecchisce, alla fine c’è il Lager.”
venerdì 21 aprile 2017
DUE AMANTI FELICI
Due amanti felici fanno un solo pane,
una sola goccia di luna nell'erba,
lasciano camminando due ombre che s'uniscono,
lasciano un solo sole vuoto in un letto.
Di tutte le verità scelsero il giorno:
non s'uccisero con fili, ma con un aroma
e non spezzarono la pace né le parole.
È la felicità una torre trasparente.
L'aria, il vino vanno coi due amanti,
gli regala la notte i suoi petali felici,
hanno diritto a tutti i garofani.
Due amanti felici non hanno fine né morte,
nascono e muoiono più volte vivendo,
hanno l'eternità della natura.
giovedì 20 aprile 2017
IL NIBBIO
Canta il sole sulle rive
puntute di rosse fioriture
nel silenzio solenne meridiano.
In alto anella il Nibbio
volute distese ed occhieggianti
sul prato mosso,
sulle foglie giovani,
sull'acqua.
Sento l'affrettato sguardo
d'occhi stremati nel canneto,
il balenare tremulo
della fuga tardiva.
L'ombra scende implacabile:
uno stridio,
un lamento smorzato.
II cielo è vuoto.
sabato 15 aprile 2017
COREA.
Mi sembra del tutto ovvio che, di fronte all'ennesimo attacco imperialista che gli Usa stanno per scatenare, non si possa che parteggiare per la Corea del Nord.
La domanda è la seguente: quanti sono gli stati aggrediti dalla Corea del Nord dalla fine della guerra? E quanti dagli Usa? Qual è la nazione più attaccabrighe che si sia mai vista sulla faccia della terra?
La domanda è la seguente: quanti sono gli stati aggrediti dalla Corea del Nord dalla fine della guerra? E quanti dagli Usa? Qual è la nazione più attaccabrighe che si sia mai vista sulla faccia della terra?
venerdì 14 aprile 2017
giovedì 13 aprile 2017
DAVIDE, SUICIDA IN SVIZZERA.
Ecco un altro uomo, Davide, di 52 anni, gravemente afflitto dalla sclerosi multipla, che oggi è dovuto recarsi in Svizzera per porre definitivamente fine alle sue sofferenze. L'Italia è un brutto paese, dove non esiste alcuna legge che rispetti i malati e le loro volontà. Ma ormai anche un brutto paese perchè popolato di brutta gente, misogina, egoista, individualista, arrogante, ignorante. Tutto il contrario di ciò che avrei voluto da giovane, di ciò per cui abbiamo lottato per tutta la vita ed in cui crediamo ancora.
mercoledì 12 aprile 2017
O CAPITANO! MIO CAPITANO!
O Capitano! Mio Capitano! Il nostro viaggio tremendo è terminato,
la nave ha superato ogni ostacolo, l'ambìto premio è conquistato,
vicino è il porto, odo le campane, tutto il popolo esulta,
occhi seguono l'invitto scafo, la nave arcigna e intrepida;
ma o cuore! Cuore! Cuore!
O gocce rosse di sangue,
là sul ponte dove giace il Capitano,
caduto, gelido, morto.
O Capitano! Mio Capitano! Risorgi, odi le campane;
risorgi - per te è issata la bandiera - per te squillano le trombe,
per te fiori e ghirlande ornate di nastri - per te le coste affollate,
te invoca la massa ondeggiante, a te volgono i volti ansiosi;
ecco Capitano! O amato padre!
Questo braccio sotto il tuo capo!
È solo un sogno che sul ponte
sei caduto, gelido, morto.
Non risponde il mio Capitano, le sue labbra sono pallide e immobili
non sente il padre il mio braccio, non ha più energia né volontà,
la nave è all'ancora sana e salva, il suo viaggio concluso, finito,
la nave vittoriosa è tornata dal viaggio tremendo, la meta è raggiunta;
esultate coste, suonate campane!
Mentre io con funebre passo
percorro il ponte dove giace il mio Capitano,
caduto, gelido, morto.
la nave ha superato ogni ostacolo, l'ambìto premio è conquistato,
vicino è il porto, odo le campane, tutto il popolo esulta,
occhi seguono l'invitto scafo, la nave arcigna e intrepida;
ma o cuore! Cuore! Cuore!
O gocce rosse di sangue,
là sul ponte dove giace il Capitano,
caduto, gelido, morto.
O Capitano! Mio Capitano! Risorgi, odi le campane;
risorgi - per te è issata la bandiera - per te squillano le trombe,
per te fiori e ghirlande ornate di nastri - per te le coste affollate,
te invoca la massa ondeggiante, a te volgono i volti ansiosi;
ecco Capitano! O amato padre!
Questo braccio sotto il tuo capo!
È solo un sogno che sul ponte
sei caduto, gelido, morto.
Non risponde il mio Capitano, le sue labbra sono pallide e immobili
non sente il padre il mio braccio, non ha più energia né volontà,
la nave è all'ancora sana e salva, il suo viaggio concluso, finito,
la nave vittoriosa è tornata dal viaggio tremendo, la meta è raggiunta;
esultate coste, suonate campane!
Mentre io con funebre passo
percorro il ponte dove giace il mio Capitano,
caduto, gelido, morto.
martedì 11 aprile 2017
ESERCITO ROMANO - lettura
Una visione appassionata del più potente esercito del mondo e del suo funzionamento. ed anche un profilo molto umano dei suoi soldati.
MESSAGGIO D'AMORE PER PRALY
Ieri è stata una giornata di tristezza e di sofferenza. Che può comprendere solamente chi ama la montagna ed ama il posto dove è vissuto per tanto tempo. Abbiamo dovuto sgomberare e lasciare per sempre la nostra mansarda a Praly, il luogo del nostro cuore e dei nostri sogni. Il luogo dove sono cresciute le nostre figlie e dove avremmo voluto passare la nostra vecchiaia. Abbiamo dovuto andarcene non certo per colpa del destino ma per colpa degli uomini. I nostri progetti erano una pensione dignitosa, stra meritata, a 60 anni, dopo una intera vita di lavoro. Ed invece in un'Italia come questa dove il principio è: produci, consuma, crepa, ciò non è più possibile. Sono cambiati i progetti, la pensione si allontana oltre l'orizzonte, col mio lavoro non ci posso più andare...(3 volte in 3 anni).
Però Praly ( con la "y"), ti porteremo nel cuore per sempre. In questi anni ci siamo visti poco, ma tu sei stata come quelle amicizie che senti vicine anche se ci si incontra solo due volte all'anno. Eri una certezza, un rifugio....Sapevamo che ci avresti accolti in ogni momento. Sarà diverso ora andarci come turisti. Noi non eravamo turisti. Le giornate passate sugli sci, a prendere il sole, od ai Tredici Laghi a girare per le vette e magari dormire al Rifugio., chi se le dimentica? Ed il freddo pungente, e la neve ed il ghiaccio, così belli e sereni se ad attenderti c'è il calore della stufa ed il tuo rifugio sotto i tetti. Piccolo, angusto, ma per noi tutto. E chi può dimenticare il campeggio sotto la Vergia dove passammo i primi vent'anni e dove le nostre figlie dormirono per la prima volta ad appena 20 giorni dalla nascita. Le salite alla Grande Guglia, al Col Giulian, il Vallone delle Miniere, le visite alle lapidi dei nostri fratelli Partigiani che giovinetti morirono per una Italia libera, per un'Italia oggi offesa e derisa e martoriata. Il pane così buono, il latte della malga di cui si nutrirono le nostre figlie per anni...
Ciao Praly, è come se ci fosse mancato un amico caro, uno della nostra famiglia. Ti ringraziamo per quello che ci hai dato, che è infinitamente di più di quel che hai ricevuto da noi. Ti abbiamo lasciato ma non tradito.
sabato 8 aprile 2017
BRUMA - poesia
La pioggia sovrana
trapunta il silenzio
con eco lontana
e vicina
e
scuote le fronde
con
foga benigna
e
stilla una luce
brillante
che
il cielo non tace.
vestito
di nebbia
che
l'acqua cattura,
la
nube ricopre
il
folto del bosco
che
s'apre
sul
lago nascosto
di
bruma
e
di livido scisto.
Il
cormorano si tuffa.
SEGANTINI
Nato in Trentino nel 1858 e morto in Svizzera nel 1899. Straordinario paesaggista a cavallo tra espressionismo e puntinismo.
venerdì 7 aprile 2017
SAN GIULIANO
E' incredibile come una gita così affascinante sia frequentata solo dai camperisti e quasi mai si veda un abitante di Druento o di Torino.
giovedì 6 aprile 2017
ONORE AD EMANUELE ARTOM.
Domani, 7 Aprile, è l'anniversario della morte di Emanuele Artom, Partigiano Ebreo.
Era Commissario Politico delle formazioni di Giustizia e Libertà in Val Germanasca dove fu catturato dai nazisti assieme ad altri, al Col Giulian, il 21 Marzo del 1944 dietro l'infame delazione di un abitante di Prali rimasto per sempre sconosciuto. Fu condotto a Torino su un mulo, vilipeso deriso e sputacchiato come un cristo in croce. Al collo recava un cartello con sopra scritto: BANDITO, EBREO PARTIGIANO. Alle Nuove venne orrendamente torturato perchè confessasse i nomi ed i nascondigli dei suoi compagni. Ma Emanuele Artom non parlò. Morì, in seguito alle sevizie subìte, all'alba del 7 Aprile. Il corpo, gettato in una fossa sulle rive del fiume Sangone, a Mirafiori, non è mai stato ritrovato, nonostante decenni di ricerche.
ONORE AI CADUTI, ORA E SEMPRE RESISTENZA.
mercoledì 5 aprile 2017
DEMOCRAZIA?
L'allarme ormai è reale. Aumentano velocemente coloro che non fanno più vaccinare i propri figli. E questo contro ogni evidenza logica e scientifica.
Ciarlatani, sette esoteriche, ignoranti ed invasati aumentano esponenzialmente e non è lontano il giorno in cui il pericolo di pandemie sarà davvero reale.
Credo che ci voglia il carcere e l'affidamento dei figli a famiglie più responsabili.
La democrazia borghese è un cancro e deve essere estirpata. La libertà di fare ciò che si vuole è fumo negli occhi. Questi sono gli effetti di troppi anni passati a garantire i cosiddetti diritti civili a discapito dei diritti sociali.
Ciarlatani, sette esoteriche, ignoranti ed invasati aumentano esponenzialmente e non è lontano il giorno in cui il pericolo di pandemie sarà davvero reale.
Credo che ci voglia il carcere e l'affidamento dei figli a famiglie più responsabili.
La democrazia borghese è un cancro e deve essere estirpata. La libertà di fare ciò che si vuole è fumo negli occhi. Questi sono gli effetti di troppi anni passati a garantire i cosiddetti diritti civili a discapito dei diritti sociali.
LA PIOGGIA NEL PINETO.
Che bella la pioggia e che bravo D'Annunzio.
Taci. Su le soglie
del bosco non odo
parole che dici
umane; ma odo
parole più nuove
che parlano gocciole e foglie
lontane.
Ascolta. Piove
dalle nuvole sparse.
Piove su le tamerici
salmastre ed arse,
piove su i pini
scagliosi ed irti,
piove su i mirti
divini,
su le ginestre fulgenti
di fiori accolti,
su i ginepri folti
di coccole aulenti,
piove su i nostri volti
silvani,
piove su le nostre mani
ignude,
su i nostri vestimenti
leggieri,
su i freschi pensieri
che l'anima schiude
novella,
su la favola bella
che ieri
t'illuse, che oggi m'illude,
o Ermione.
Odi? La pioggia cade
su la solitaria
verdura
con un crepitío che dura
e varia nell'aria
secondo le fronde
più rade, men rade.
Ascolta. Risponde
al pianto il canto
delle cicale
che il pianto australe
non impaura,
nè il ciel cinerino.
E il pino
ha un suono, e il mirto
altro suono, e il ginepro
altro ancóra, stromenti
diversi
sotto innumerevoli dita.
E immersi
noi siam nello spirto
silvestre,
d'arborea vita viventi;
e il tuo volto ebro
è molle di pioggia
come una foglia,
e le tue chiome
auliscono come
le chiare ginestre,
o creatura terrestre
che hai nome
Ermione.
Taci. Su le soglie
del bosco non odo
parole che dici
umane; ma odo
parole più nuove
che parlano gocciole e foglie
lontane.
Ascolta. Piove
dalle nuvole sparse.
Piove su le tamerici
salmastre ed arse,
piove su i pini
scagliosi ed irti,
piove su i mirti
divini,
su le ginestre fulgenti
di fiori accolti,
su i ginepri folti
di coccole aulenti,
piove su i nostri volti
silvani,
piove su le nostre mani
ignude,
su i nostri vestimenti
leggieri,
su i freschi pensieri
che l'anima schiude
novella,
su la favola bella
che ieri
t'illuse, che oggi m'illude,
o Ermione.
Odi? La pioggia cade
su la solitaria
verdura
con un crepitío che dura
e varia nell'aria
secondo le fronde
più rade, men rade.
Ascolta. Risponde
al pianto il canto
delle cicale
che il pianto australe
non impaura,
nè il ciel cinerino.
E il pino
ha un suono, e il mirto
altro suono, e il ginepro
altro ancóra, stromenti
diversi
sotto innumerevoli dita.
E immersi
noi siam nello spirto
silvestre,
d'arborea vita viventi;
e il tuo volto ebro
è molle di pioggia
come una foglia,
e le tue chiome
auliscono come
le chiare ginestre,
o creatura terrestre
che hai nome
Ermione.
IL MOTORE PRIMO
"...Poiché si è detto che le sostanze sono tre
- la sostanza sensibile ma eterna (i corpi celesti),
- la sostanza sensibile ma corruttibile (i corpi del mondo terreno: le piante, gli animali ecc.),
- la sostanza immutabile,
quindi due fisiche ed una immobile: ebbene, dobbiamo parlare di questa e dobbiamo dimostrare che necessariamente esiste una sostanza eterna ed immobile.
Le sostanze, infatti, hanno priorità rispetto a tutti gli altri modi di essere, e, se fossero tutte corruttibili, allora sarebbe corruttibile tutto quanto esiste. Ma è impossibile che il movimento si generi o si corrompa, perché esso è sempre stato..."
"...Il primo motore dunque è un essere necessariamente esistente, e in quanto la sua esistenza è necessaria si identifica col bene, e sotto tale profilo è principio..."
martedì 4 aprile 2017
SIAMO UN ACCIDENTE?
Come far convivere, diceva Barenboim, la passione con la disciplina? Il cuore col cervello? Eppure l'ottimismo della volontà ed il pessimismo della ragione sono i motori del mondo. Che non ci sarebbe senza la filosofia ma nemmeno senza la matematica. Ciò che sovrasta su tutto sono l'amore e la perfezione. Essi muovono l'universo ed esso in loro è compreso.
Cos'è infine dio se non l'infinito meccanismo che regola ogni cosa? Non già un dio occhiuto e trascendente ma il Motore Primo immanente. In questo senso la nostra parabola umana ha un significato solamente se è inscritta in questo fluire sincrono e maestoso.
Nessun uomo è un'isola. Ogni organismo vivente, ogni più piccolo pezzo di materia è insostituibile nel disegno universale.
Ogni volta che entro in un bosco, che guardo il cielo notturno, sento la meraviglia che mi sovrasta e di fronte alla quale sono impotente. In tutto ciò l'esistenza umana è utile all'insieme o è solamente un incidente di cui la natura, dopo infiniti errori e tentativi, potrebbe liberarsi?
Cos'è infine dio se non l'infinito meccanismo che regola ogni cosa? Non già un dio occhiuto e trascendente ma il Motore Primo immanente. In questo senso la nostra parabola umana ha un significato solamente se è inscritta in questo fluire sincrono e maestoso.
Nessun uomo è un'isola. Ogni organismo vivente, ogni più piccolo pezzo di materia è insostituibile nel disegno universale.
Ogni volta che entro in un bosco, che guardo il cielo notturno, sento la meraviglia che mi sovrasta e di fronte alla quale sono impotente. In tutto ciò l'esistenza umana è utile all'insieme o è solamente un incidente di cui la natura, dopo infiniti errori e tentativi, potrebbe liberarsi?
GLI ATTREZZI
Cosa ci vuole per camminare?
Cervello, cuore, curiosità, voglia, un pò di tempo, pazienza.... e poi le gambe.
Dopo arrivano le scarpe ed un vestito comodo.
Dopo uno zainetto, una macchina fotografica.
DI NUOVO
Eccomi.
Riprendo questo blog creato 6 anni fa e frequentato solo saltuariamente. Chissà che non possa essere un luogo di confronto fuori da Facebook.....
Riprendo questo blog creato 6 anni fa e frequentato solo saltuariamente. Chissà che non possa essere un luogo di confronto fuori da Facebook.....
AUTUNNO
Nel bosco il secco frusciare
di foglie
segnala la ghianda che cade
e il picchio puntuale che scava
rugose cortecce
ed insetti.
Il vento colora
di ruggine ed ocra
i muschi e le fronde,
l'acqua mansueta
disperde nel fosso
la rapida impronta del cervo.
Sola di lui mi rimane
la traccia odorosa di maschio
dai palchi possenti
che piega le felci
nel suo scomparire.
Ma se il silenzio
mi riconduce la sera
sulla rotta di casa
sarà il tremolio sopra le chiome
a parlarmi del buio che sale
dall'immoto orizzonte.
La luce della finestra
lontana
confondera' le stelle.
lunedì 3 aprile 2017
SOGNO D'ESTATE
Lei si alza
sazia nella sua nudità
e spia la vigna
da dietro le imposte.
Lui la osserva
dal letto in penombra
tra le bianche lenzuola.
Lei si volta
e sorride.
Lui beve
i suoi seni
e le colonne delle sue gambe.
Fuoco e e acqua,
travolgente
odissea
nel profondo incognito.
Lei sogna
Lui la rapisce
nel suo uragano.
sazia nella sua nudità
e spia la vigna
da dietro le imposte.
Lui la osserva
dal letto in penombra
tra le bianche lenzuola.
Lei si volta
e sorride.
Lui beve
i suoi seni
e le colonne delle sue gambe.
Fuoco e e acqua,
travolgente
odissea
nel profondo incognito.
Lei sogna
Lui la rapisce
nel suo uragano.
domenica 2 aprile 2017
sabato 1 aprile 2017
UN QUIETO MATTINO
Il bosco crocchiante di rami caduti
e di foglie
risuona di echi lontani
ed umani.
C'è un gioco di cani
e uggiolii
e sommessi richiami
che scuote
e percuote
i sentieri
dietro la preda.
Ma di sangue
e non sangue
e tremuli nervi
è fatta la lepre
che gocciola orrore
e terrore
dagli occhi inseguiti.
Lo sparo improvviso
e le fauci puntute
uccidono il sogno
dell'erba stillante rugiada,
del prato e del rovo
di un quieto mattino.
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