martedì 4 aprile 2017

SIAMO UN ACCIDENTE?

Come far convivere, diceva Barenboim, la passione con la disciplina? Il cuore col cervello? Eppure l'ottimismo della volontà ed il pessimismo della ragione sono i motori del mondo. Che non ci sarebbe senza la filosofia ma nemmeno senza la matematica. Ciò che sovrasta su tutto sono l'amore e la perfezione. Essi muovono l'universo ed esso in loro è compreso. 
Cos'è infine dio se non l'infinito meccanismo che regola ogni cosa? Non già un dio occhiuto e trascendente ma il Motore Primo immanente. In questo senso la nostra parabola umana ha un significato solamente se è inscritta in questo fluire sincrono e maestoso. 
Nessun uomo è un'isola. Ogni organismo vivente, ogni più piccolo pezzo di materia è insostituibile nel disegno universale.
 Ogni volta che entro in un bosco, che guardo il cielo notturno, sento la meraviglia che mi sovrasta e di fronte alla quale sono impotente. In tutto ciò l'esistenza umana è utile all'insieme o è solamente un incidente di cui la natura, dopo infiniti errori e tentativi, potrebbe liberarsi?

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