venerdì 12 maggio 2017

DODICI MAGGIO 2015.
Quando varcasti,
madre,
l'ultima soglia
non credetti, no,
che fosse per sempre.
La morte ti dava un viso
solenne, dormiente.
Sorgesti in un'epoca buia,
i tuoi giovani anni
offesi da guerre e miseria,
ma non chinasti lo sguardo.
Ti conobbi per il sorriso,
per il tuo canto lieve
che illuminava i miei occhi,
per l'amore che mi rendeva sicuro.
Poi fu la vita a spegnere il canto,
il tuo viso si fece severo
la voce più ferma,
la stella nel cielo più fioca
piegando sull'orizzonte.
Vincesti tutte le battaglie,
perdesti l'ultima, definitiva.
Oggi ti ricordo così,
oggi e per sempre.
Il capo non chino,
sommessa ma fiera.
Indimenticabile.

Nessun commento:

Posta un commento