giovedì 16 aprile 2020
IN MORTE DI LUIS
Salì quella sera
alla tua stanza,
lo sguardo perso
davanti al tuo spirito esangue,
davanti al tuo corpo annichilito,
la pistola al fianco.
Ahi, Cile ferito.
Salì il feroce calvario
del sangue
del coltello
della morte
della derisione.
Tra le braccia
d'America corse
i suoi anni,
le sue foreste,
le cordigliere australi,
vide annegare il sogno
del rame e del salnitro
nei deserti di Atacama,
ma non chinò il capo.
Scrisse percorsi primordiali,
cantò il vento delle vette,
il condor fratello
e il cielo immobile,
ci disse di te
Presidente,
del tuo amore
ingenuo e fiero.
Ora è qui
ombra fulgente
con nuovi occhi
ed un sorriso nuovo,
per tornare la
dove tutto iniziò,
con semplice
ed umana grandezza,
e ricominciare.
Vamos de nuevo Lucho,
Vamos de nuevo Salvador
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