La casa aveva soffitti
alti
ed affreschi silenziosi
che sorvegliavano
i nostri arabeschi.
Lei nella sua sazia nudità
spiava il mondo
dalle persiane,
e le ombre che seguivano
gli uomini giù nella calura
di agosto.
C'era un odore di canna
e di vigna,
la passione trapuntava
le lenzuola
e i nostri respiri
sommessi
sostenevano gli occhi
negli occhi.
Scendevamo la sera
in città
tra i viali i tram e la gente
e l'amore non pago
spargeva
il suo odore
pungente
nel turbine
delle sue gonne.
Bella come un turchese.
Piena come una spiga di maggio.
Incantata e selvaggia
nella sua irridente giovinezza
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