VIENI.
Vieni a piantare una rosa
nei miei sogni.
Ho un giardino solitario
che aspetta il palpito
della tua voce.
Aiuole vuote di colore
si susseguono nei viali
silenziosi,
ed il grigio prevale
mesto dove un giorno
ci fu il tuo ridere argentino.
La siepe sorveglia inutilmente
il ricordo di quei passi,
di quegli abbracci,
di quell'amore semplice
che fu.
Mancano le colonne candide
delle tue gambe,
le tue braccia che recavano
la luce del mattino,
mancano le tue labbra
di rossa tenebra profonda.
Ridammi il sorriso,
ridammi il fremito
o la sua parvenza.
Ma sorgi ancora in me.
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