martedì 26 luglio 2011

IL PUNTO DI CONTATTO. - 1 - Un Prologo divertente e poco chiarificatore.

Spagnoletto (Jusepe de Ribera)

Ieri Gabriel mi ha convocato nel salone di casa e, con tono perentorio, mi ha comunicato che di fianco a Mario non ci vuole stare. Gli ho chiesto se non aveva mai letto 'a Livella di Totò. Mi ha risposto che, Livella o non Livella, lui,  il grande Gabriel, non intende piu' rimanere gomito a gomito con un reazionario .
Ah, dimenticavo. Io coi libri ci parlo, ed anche coi loro autori. Così gli ho fatto notare che, in fin dei conti, loro due sono entrambi  premi Nobel e che non è colpa mia se Marquez, nella mia libreria - sezione Narrativa sudamericana - viene immediatamente dopo Llosa. Ma Gabriel è vecchio ed è anche un testone. Lui vuole che lo sposti di fianco a Sepulveda, od al massimo vicino a Guimaraes Rosa. Gli andrebbe bene anche Amado, Scorza e persino Borges, ma Llosa proprio no. Mi ha anche detto che  a lui delle mie classificazioni non importa un fico secco.
Dopo una bella mezz'ora di discussioni siamo arrivati ad un compromesso, perchè certo non posso rischiare che se ne vada e mi lasci tra l'altro un buco non indifferente proprio su quello scaffale così in vista, il terzo in alto a sinistra appena entri nel salone. Così Llosa l'ho spostato sotto la V e gli ho messo di fianco Pablo che è sì un poeta e non un romanziere ma che, con la sua autobiografia Confesso che ho vissuto, può tranquillamente convivere con un vecchio ipocondriaco come lui. Ho anche trovato  il punto di contatto tra i due, e dovevo pur trovarlo.
Il punto di contatto sono appunto le loro autobiografie. La cui migliore non è Vivere per raccontarla , e questo  ho dovuto dirglielo perchè era un pezzo che mi stava sul gozzo, ma proprio quella di Pablo.

Dall'alto della sezione Narrativa italiana intanto, Umberto se la rideva di gusto. Lui e la sua vertigine per le liste.Un altro suonato. Si vede che, con l'età, si acuiscono non solo i pregi ma anche i difetti. Non ho mai digerito né BaudolinoL'isola del giorno prima, ma tant'è, i soldi li ho spesi ed io i libri non li butto. Semmai li raccolgo quando gli altri se ne disfano. Persino quelli della Fallaci.
L'ultimo ritrovamento, nel cassonetto della carta che hanno sistemato giu' in cortile, è un Catalogo della Pinacoteca di Brera. Valore cento euro o giu' di lì. Intonso, ancora avvolto nel cellophane. E, da maniaco per l'ordine qual sono, mi sono anche domandato perchè quel somaro che l'aveva buttato non avesse fatto un piccolo sforzo in piu': togliere il cellophane che lo proteggeva e gettarlo nel cassonetto della plastica. 
Nel mentre che perdevo tempo in simili considerazioni mi cade l'occhio su un foglio abbandonato proprio di fianco al Catalogo di Brera.  E su quel foglio individuo, vedi il caso, l'unica frase che poteva interessarmi: ...e la sventurata  rispose. Capitolo X, ovviamente, di un romanzo piuttosto celebre.  Se c'è il foglio ci sarà anche il libro, mi dissi. E difatti c'era. Guarda, mi son detto, se quel somaro di Gabriel mi deve creare tutte 'ste storie, visto che  persino il caso si diverte a creare affinità e punti di contatto. Scrittore milanese uno, museo milanese  l'altro.
In verità, aprendo a casaccio il Catalogo, capitai su  un dipinto che, apparentemente,  di milanese aveva ben poco: un bel San Gerolamo in meditazione che fissa con attenzione il classico  teschio di prammatica  impugnato saldamente con la mano destra. L'autore? Jusepe de Ribera, detto lo Spagnoletto. Sala XXIX. Formatosi a Valencia e vissuto a Milano attorno al 1612. Ecco un altro punto di contatto.

Così ho deciso di giocare a  Gabriel  un bello scherzo. Non sia mai che la dò vinta ad un vecchio logorroico, anche se premio Nobel.
Ho lavorato l'intiera  notte mentre tutti, autori compresi, dormivano. Ho rivoluzionato un paio di Sezioni ma ne è valsa la pena.
Ho disfatto la Sezione Narrativa sudamericana ed ho creato la sezione Narrativa ed Artisti di lingua spagnola. Poi ho messo il Catalogo di Brera di fianco a Marquez e mi sono seduto in poltrona ad aspettare il risveglio per vedere l'effetto che gli avrebbe fatto.
"Cos'è sto malloppo che mi hai affiancato", sbotta alle sei di mattina Gabriel, che come tutti i vecchi si alza presto.
"Sezione Narrativa ed Artisti di lingua spagnola" ribatto io serafico.
"E che c'entro io col catalogo di Brera?"  inveisce l'ipocondriaco, dopo aver squadrato con astio e senz'alcuna curiosità il tomo inserito al suo fianco.
"C'entri c'entri...." sghignazzo. Ed aggiungo soddisfatto: "Il diavolo si nasconde nei dettagli, caro...sfoglia il catalogo e ci troverai il punto di contatto".
Intanto Umberto continua a ridacchiare...ma non sa che un giorno o l'altro uno scherzetto lo gioco anche a lui. Facile fare dell'ironia quando ci si riposa, tranquilli e sereni, tra Deledda e Fogazzaro.
Gliel'ho già detto: se mi fai girare le scatole tolgo Fogazzaro e metto Fallaci e poi vedrai se ridi ancora. 

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