sabato 21 maggio 2011

La vampata.


Spio la calura
nascosto dietro
le imposte,
invisibile nella penombra
alla gente che passa.
Rubo i sorrisi
delle donne,
il bisbiglìo confuso
di  amanti abbracciati
nel portone
barocco di fronte
alla chiesa,
intuisco
i giocatori di carte
annoiati nei portici
a bere caffè.
Zampilla eterna la fontana,
un cane beve
con metodo.

Tu ormai sei lontana
tra i monti eterei
che galleggiano
sul tremolio della pianura;
la brezza rapisce
la mosca posata
sul tavolo apparecchiato.
Per me solo.

Nessun commento:

Posta un commento