giovedì 16 gennaio 2020

IL TRASPORTO UNGHERESE.


Le ruote gemettero come fosse vetro
Le porte si aprirono come fosse festa
Il treno soffiò come fosse sazio
I bambini quieti come fosse sabato
Le donne mute come in un presagio
Gli sgherri risero come fosse  circo
Le  fruste morsero come fosse carne
I cani abbaiarono come fosse un ordine
La colonna marciò sulla banchina umida
Alle baracche giunsero come fosse casa
Gli abiti lasciarono colme di vergogna
I figli strinsero al seno freddo e vuoto
Nude tremanti perchè era orribile.
Nello stanzone entrarono come fosse gregge
Silenzio fecero come in una attesa
Gli occhi negli occhi come fosse l'ultima.
Il gas scese come fosse acqua
I corpi tremarono boccheggiando vita
Il nero cadde come fosse semplice
Il vento soffiò come fosse immemore
Lo spirito venne come fosse madre
La morte scese come fosse morte

(In memoria delle 800 donne e bambini trucidati ad Auschwitz nel tranquillo  pomeriggio di venerdì 8 settembre 1944)

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